30 giu 2009

Una citta di LED


A volte capita che i modelli da imitare non si trovino all'estero ma in Italia, se non in Sicilia. E' il caso di Gratteri, piccolo paesino del Palermitano, con poco piu' di 1000 abitanti che presto si dotera' di un sistema di illuminazione pubblica a LED che sostituira' integralmente quello esistente.
Certo e' piu' facile sperimentare tutto cio' in piccole realta', ma nel panorama isolano il fatto stesso di sperimentare assume il carattere di straordinarieta' e pertanto tali iniziative non solo vanno elogiate ma anche pubblicizzate il piu' possibile.
Gia' abbiamo illustrato in altri post le virtu' dei LED che assicurano ormai il 60% degli abbattimenti dei costi di illuminazione, e vista la cronica carenza di fondi nelle casse comunali, gli interventi di questo tipo appaiono come una boccata di ossigeno per i comuni.
Per dare un ordine di grandezza alle spese che i comuni sostengono, basta citare il caso di Catania che vantava, fino a qualche mese fa, un debito di 10 Milioni di euro con l'ENEL.

Per altre informazione si rimanda al sito de la Repubblica

28 giu 2009

Murales o Arte murale urbana?


Alla parola "murales" si è spesso portati ad attribuire una accezione prevalentemente negativa. Il termine di origine spagnola (mural, al plurale murales), è utilizzato nella nostra lingua per indicare un dipinto realizzato su una parete, un soffitto o altra larga superficie permanente in muratura. Nati da movimenti di protesta, come libere espressioni creative della popolazione contro il potere, hanno assunto sempre più nel tempo valore estetico, pur, nei migliori casi, conservando anche valore sociale. In alcune città d'Europa l'Arte murale, commissionata da Enti pubblici, evidenzia l'identità del luogo e diviene anche richiamo di Turismo Culturale."
A Dozza (BO), la Fondazione "Dozza Città D'Arte" organizza periodicamente una Biennale del Muro dipinto. Nel corso degli anni, oltre 200 artisti hanno decorato le vie del borgo con le loro opere pittoriche, dando vita a una manifestazione d’arte moderna molto particolare. Un museo all’aria aperta in simbiosi con gli abitanti.
L'idea non è niente male! Provate solo a immaginare che occasione per riqualificare periferie degradate... facciate di condomini... pareti cieche....muri di recinzione...

per vedere una raccolta di murales artistici clicca sul titolo del post





























































































Qui il resto del post

27 giu 2009

Architettura alpina moderna o tradizionale?















Come mai ArchitetturaCatania si occupa di architettura alpina? La domanda è più che leggittima. Segnaliamo questo post un pò per ... similitudine e un pò per conforto! La similitudine della discussione attualmente in corso nella regione turistica di Montafon, nel Land austriaco del Vorarlberg, se sia meglio costruire edifici in stile moderno o tradizionale. Il conforto che forse non siamo i soli a porre simili questioni.
Sulle Alpi molti albergatori si esprimono con decisione a favore dell'architettura "classica alpina", basandosi per questo su una recente inchiesta secondo cui il 78% delle/degli abitanti della regione del Montafon considerano le tipologie costruttive tradizionali importanti per la conservazione dell'identità regionale, l'81% è convinto che i/le turisti/e si attendano uno stile tradizionale. Solo il 7% ritiene che le visitatici e i visitatori siano in grado di apprezzare gli edifici moderni che spesso assumono le forme di blocchi squadrati. Il Vorarlberg gode tuttavia di un'ottima reputazione tra molte persone interessate all'architettura. A dirimere la questione provvederà ora un altro studio condotto all'insegna del motto "L'architettura porta turisti". L'Ufficio turistico, la Camera di commercio e il Ministero dell'economia del Land Vorarlberg analizzano determinate strutture turistiche e chiedono a visitatrici, residenti e gestori di esprimere la propria opinione.
Di contro e per tutta risposta, ultimamente il libro "Architettura contemporanea alpina - Premio d'architettura 2006", a cura di Christoph Mayr Fingerle, è stato premiato come uno dei "migliori libri svizzeri del 2008". La premiazione si svolgerà sabato 13 giugno 2009 presso il Museo di arti figurative di Zurigo/CH. I vincitori della quarta edizione del Premio di architettura "Architettura contemporanea alpina" vengono presentati nell'omonima pubblicazione in tedesco, italiano e inglese. L'intenzione del premio è di fornire una panoramica sull'architettura di qualità nello spazio alpino, fare il punto sullo stato della discussione e presentare il confronto teorico sul tema. Il premio si considera inoltre quale stimolo e promotore dell'architettura contemporanea, in particolare nelle regioni in cui essa non ha ancora raggiunto un apprezzamento consolidato.
...ogni paragone con la situazione siciliana è puramente casuale.... forse!
Fonte:
http://www.cipra.org/
http://vorarlberg.orf.at/stories/199176
http://www.vol.at/news/tp:vol:vntipps/artikel/%20was-montafoner-wollen/cn/vol-news-dfrick-20070608-031327














25 giu 2009

53esima Biennale d'Arte di Venezia:" Fare Mondi "


Ha riaperto i battenti domenica 7 giugno ( fino al 22/11) la 53/ma Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, “la Biennale”.
“Fare Mondi ” è il titolo scelto dal Daniel Birnbaum, Direttore di questa edizione e da 8 anni Rettore della Staedelschule di Francoforte sul Meno (Germania) .
Dell’Accademia tedesca, Birnbaum ha portato in Italia la conciliazione fra insegnamento dell’arte contemporanea e la sperimentazione più creativa, così da rendere "Fare Mondi " un’unica mostra di oltre 90 artisti internazionali operativi nei più diversi linguaggi, come installazioni, video, film, scultura, performance, pittura e disegno, (ci sarà persino una parata), e 77 Partecipazioni nazionali con proprie mostre. Un vero record per la Biennale d'Arte. Il numero delle adesioni internazionali cresce con debutti degni di segnalazione come gli Emirati Arabi Uniti e Unione delle Comore, nazione insulare dell'Africa Orientale.
Nel pieno dell’innovazione, rimangono le storiche sedi espositive, dal rinnovato Palazzo delle Esposizioni ai Giardini, all’Arsenale, fino all’intera Venezia che si animerà di ben 38 Eventi collaterali. Ad assistere Birnbaum ci saranno Jochen Volz in qualità di organizzatore artistico, e un team internazionale di corrispondenti composto da Savita Apte, Tom Eccles, Hu Fang, Maria Finders. Siederanno al tavolo della Giuria internazionale la Presidente Angela Vettese (Italia), Jack Bankowsky (USA), Homi K. Bhabha (India), Sarat Maharaj (Sudafrica) e Julia Voss (Germania) per assegnare i seguenti premi: Leone d'Oro per la migliore Partecipazione nazionale della 53(assegnato agli Stati Uniti d’America (Padiglione ai Giardini),
Bruce Nauman: Topological Gardens), Leone d’Oro per il miglior artista della mostra Fare Mondi (assegnato a Tobias Rehberger, Germania, espone al Palazzo delle Esposizioni ai Giardini) , Leone d’Argento per il più promettente giovane artista della mostra Fare Mondi(assegnato a a Nathalie Djurberg , Svezia, espone al Palazzo delle Esposizioni ai Giardini) . Leoni d’oro alla carriera, rispettivamente agli artisti Yoko Ono e John Baldessari.
Importanti riaperture e inaugurazioni, opere che sicuramente faranno discutere, personalità e nuovi nomi: tutto questo e' ora la Biennale di Venezia.
Per esserci, ecco gli indirizzi delle sedi dove trovare le novità più attese:
Arsenale - il complesso di cantieri, officine e depositi da cui uscivano le flotte della Serenissima:alle Tese delle Vergini si trova il Padiglione italiano con la rinnovata denominazine “Padiglione Italia”, che ha raggiunto la superficie di ben 1800 mq. Qui e' allestita la mostra Collaudi, curata da Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice e per la quale sono stati chiamati a partecipare con opere create ad hoc alcuni artisti - come Sandro Chia, Daniele Galliano, Marco Lodola, Gian Marco Montesano - nel rispetto del concept dei curatori, ovvero, rendere omaggio a Filippo Tommasi Marinetti, che di Collaudi è stato il “nume tutelare”.
Giardini - sede tradizionale della Biennale fin dalla prima edizione del 1895, comprendono ben 29 padiglioni : lo storico Padiglione Italia ha assunto la denominazione di Palazzo delle Esposizioni della Biennale. Qui sarà finalmente riaperta al pubblico la Biblioteca dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC), una location polifunzionale dotata di archivio documentale, sale di lettura per i ricercatori e per i visitatori delle mostre, pensata per essere il perno attorno al quale ruoteranno attività permanenti degli altri Padiglioni e Giardini.
Tra le novità in città non poteva mancare un omaggio al Futurismo: la sede storica della Biennale, Ca’ Giustinian a San Marco, inaugurerà la mostra “Macchina di visione: futuristi in Biennale”, che durerà fino a novembre, per tutto il tempo dell’Esposizione. Nella foto Yoco Ono .

21 giu 2009

Architettura e Cinema: La fonte meravigliosa


Circa sessanta (dico 60!) anni fà veniva girato il film "La fonte meavigliosa" dal regista King Vidor tratto da un romanzo di Ayn Rand che ne scrisse anche la sceneggiatura. E' la storia di un architetto che lotta per realizzare i suoi progetti caatterizzati da una forte spinta contemporanea contro il classicismo e la mediocrità dilagante della colta società americana che crede che gli stilemi del passato possano essere gli unici riferimenti architettonici in grado di attibuire "tono" ed "eleganza" agli edifici. Il protagonista (Gary Cooper), consapevole del ruolo sociale e culturale dell'Architetto, persegue la propria missione per l'affermazione delle proprie idee, spesso incomprse e sottovalutate, grazie ad una profonda fiducia che l'architetura contemporanea possa affermarsi solo se priva di compromessi anche a costo di generare (inizialmente) l'orrore ed il disgusto di una collettività mediocre che vuole schiacciarlo.

Ho visto questo film per la prima volta solo di recente e ne sono rimasto veramente affascinato. Per ore mi ha lasciato una sensazione mista... tra ammirazione per il modo diretto e privo di metafore per sviluppare il tema, e sfiducia perche dopo sessant'anni mi sembra che non sia cambiato molto. E' un film da mostrare a scuola, nelle facoltà di Architettura, e anche presso gli ordini e gli studi professionali...
Nel link di seguito un brano finale del film: il processo all'Architetto Rork accusato di aver deliberatamente distrutto un edificio da lui progettato in quanto le modifiche imposte successivamete per adeguare l'opera (troppo innovativa) a canoni più tradizionali e classicheggianti che ne avrebbero snaturato i principi creativi.

19 giu 2009

La Regione Sicilia coordina cinque progetti pilota del piano comunitario MedLab

La Regione siciliana coordinerà cinque progetti pilota del piano comunitario MedLab (Mediterranean living lab for territorial innovation).
Lo scorso aprile si e' tenuto a Salonicco, in Grecia, la riunione di avvio di MedLab, che vede come partner il dipartimento urbanistica dell'assessorato regionale Territorio e ambiente, all'interno di un partenariato con capofila la Regione della Macedonia centrale. Il progetto rientra nell'asse I del programma Med, che ha come obiettivo il rafforzamento delle capacità innovative. Lo scopo sarà diffondere tecnologie innovative per la gestione del territorio attraverso la creazione di un laboratorio mediterraneo. Fanno parte del partenariato, oltre alla Regione capofila e alla Regione siciliana, l'agenzia di sviluppo di Larnaca (Grecia), l'università di Primoska (Slovenia), l'Istituto del Mediterraneo (Francia), I2bc (Spagna), Tragsa (Spagna) e il dipartimento Territorio e ambiente della Regione Lazio. Il progetto, della durata di due anni, ha un importo totale di circa un milione 680 mila euro, di cui un milione 300 mila di cofinanziamento del programma Med e la restante parte di cofinanziamento nazionale.
Si ricorda che e' prevista entro il 2010 la costituzione dell'area mediterranea di libero scambio , come da "Dichiarazione di Barcellona"del novembre del 1995 , creare cioe' il piu' grande mercato comune del mondo che si estenda dalla Scandinavia al Marocco, dall'Islanda alla Siria coinvolgendo 600-800 milioni di consumatori e riguardando in sostanza ogni tipo di bene.

15 giu 2009

Anche l'Architettura coinvolta nella Terza Rivoluzione industriale


Il centro di ricerche Citera dell'Università La Sapienza di Roma e l'Ufficio europeo di Jeremy Rifkin, Foundation on Economic Trends, hanno dato vita a un seminario, ospitato dalla Facoltà di Architettura «Valle Giulia», con l'obiettivo di definire il ruolo e l'apporto degli architetti all'interno di quella terza rivoluzione industriale più volte prefigurata dall'economista e filosofo americano.
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La crisi dell'economia e della finanza tradizionali e l'emergere del problema del riscaldamento globale, secondo Rifkin, consente di volgere la crisi in opportunità, realizzando una vera e propria rivoluzione nel modo di produrre, immagazzinare e distribuire l'energia. Al centro di questa visione Rifkin pone gli edifici, le nostre case che dovranno essere riconvertite in «centrali energetiche», con al proprio interno tutti gli strumenti e gli elementi in grado di ottimizzare l'efficienza energetica. Il seminario prende le mosse dalla Dichiarazione di Venezia, un vero e proprio proclama sui fondamenti del nuovo paradigma dell'architettura sostenibile presentato all'11.ma Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.

Alla giornata di discussione hanno preso parte, fra gli altri, il Rettore della Sapienza, Luigi Frati, il Direttore del Citera della Sapienza, Livio De Santoli, il Presidente di Foundation on Economic Trends, Jeremy Rifkin e gli architetti Stefano Boeri, Mario Cucinella e Franco Purini. Importante la partecipazione di numerosi esperti stranieri, in particolare delle nazioni che hanno per prime messo in pratica i nuovi principi dell'architettura, come Francia e Spagna.

Renato Cremonesi, Presidente della Cremonesi Consulenze, è intervenuto nel corso della Seconda Sessione del Seminario odierno, dedicata agli «Edifici ad Energia Positiva». L'intervento di Cremonesi si è concentrato su «L'esperienza italiana: la gestione energetica degli immobili».

«Dobbiamo essere noi – ha sottolineato Cremonesi - nelle nostre case a scegliere di cambiare il modo di consumare energia, perché il risparmio di questa risorsa è prima di tutto un tributo al futuro del nostro pianeta e in secondo luogo un'esigenza che nasce fattori come l'aumento dei costi dei combustibili fossili e la disponibilità di nuove tecnologie».
«Credo che l'obiettivo di questo convegno – ha proseguito Cremonesi - e più in generale della Dichiarazione di Venezia è di affermare una nuova sensibilità nell'approccio all'edilizia e a uno stile di vita sostenibile, mettendo in comunicazione categorie diverse: architetti, progettisti, esperti di efficienza energetica nelle abitazioni».

I dati forniti da Cremonesi nel corso del suo intervento, evidenziano come, in Italia, secondo i dati più aggiornati disponibili, i consumi di energia primaria (l'energia che serve a mantenere le condizioni di comfort all'interno di un edificio) sono pari a 31.158.240 tep (tep è la sigla che indica le tonnellate equivalenti di petrolio, cioè la quantità di energia contenuta in una tonnellata di petrolio) che a loro volta portano a una bolletta energetica di 32.069.720.871 euro.

La fetta maggiore di questa cifra è destinata ai consumi termici (66%) mentre la parte restante viene spesa per i consumi elettrici (34%).
I consumi termici, quindi, fanno la parte del leone nel bilancio energetico delle nostre abitazioni, in particolare per quel che riguarda il riscaldamento che rappresenta il 55% delle spese totali. Per quanto riguarda le emissioni di CO2 anche in questo caso si registra una predominanza dei consumi termici (59%) all'origine delle emissioni di gas a effetto serra, mentre il 41% è originato dai consumi elettrici.

«Il sistema italiano – ha affermato Cremonesi – deve effettuare una netta inversione di marcia per passare a un migliore sfruttamento dell'energia, visto e considerato che attualmente il 55% dell'energia legata alle case in cui viviamo viene dispersa, cioè sprecata».

«Di fronte a noi – ha concluso Cremonesi – abbiamo un mercato dell'efficienza energetica che potrebbe arrivare a valere circa 36 miliardi di euro all'anno e che potrebbe dare lavoro a circa 460.000 persone. Per questo, oltre che per la salvaguardia dell'ambiente, è necessario insistere nel perseguimento degli obiettivi stabiliti così chiaramente dalla Dichiarazione di Venezia».

(Fonte Extra comunicazione e Marketing)

(15 Giugno 2009)

"Adalberto Libera , architettura e arte del costruire"

Domani martedi' , nell'aula magna della facolta' di Architettura dell' Universita' di Catania ( presso Palazzo Impellizzeri , via Maestranza 99 a Siracusa ) , si svolgera' alle 9,30 un incontro con il prof . Paolo Melis de La Sapienza , in cui si dibattera' del suo libro " Adalberto Libera 1903-1963. I luoghi e le date di una vita ". L'autore del testo ricostruisce attraverso i luoghi , l'ambiente e le relazioni determinanti nella formazione e nell'attivita' professionale dell'architetto Libera , le vicende piu' significative dell'architettura italiana fra il 1925 e il 1963. Dal periodo iniziale dell'architettura moderna in Italia , dove la diffusa esigenza di cultura e di rinnovamento vede Libera partecipe attivo dell'azione del Gruppo 7 e quindi propulsore impegnato nel Movimento italiano per l'architettura razionale , al lavoro per le grandi opere romane che segnano l'apice di una sperimentazione architettonica orientata al "moderno"anche nell'ambito dei condizionamenti e delle contraddizioni dettate dall'ideologia fascista. (nella foto in alto Capri, Villa Malaparte , a sinistra Roma, palazzo dei Congressi all'EUR )


11 giu 2009

Sverre Fehn...un linguaggio poetico.

ARCHITETTURA CONTEMPORANEA NORVEGESE
Sulle orme di Sverre Fehn - Opere di Carl Viggo Hølmebakk - Knut Hjeltnes - Jensen & Skodvin

Giorno 19 giugno, preceduta dalla Conferenza di apertura alle ore 10,30 a Villa Filippina, piazza S. Francesco di Paola a Palermo, introdotta da Attilio Milan, Presidente Ordine APPC di Palermo e da Emanuele Nicosia, Responsabile settore mostre e viaggi di studio e con gli interventi del Prof. Arch. Gennaro Postiglione e degli arch.tti Carl Viggo Høelmbakk Knut Hjeltnes Jensen & Skodvin

alle ore 18,30 si inaugura la mostra

ARCHITETTURA CONTEMPORANEA NORVEGESE

presso la Sala conferenze Mario Scavuzzo dell'Ordine APPC di Palermo a Piazza Principe di Camporeale, 6

"La mostra, realizzata al fine di avvicinarsi a quel patrimonio culturale rappresentato dalle architetture realizzate sulle orme del maestro norvegese recentemente scomparso, si avvale della collaborazione scientifica del prof.Arch.Gennaro Postiglione del Politecnico di Milano, biografo del maestro norvegese. Il criterio informatore della mostra è quello di rappresentare le architetture degli studi di tre architetti norvegesi che hanno già confermato la loro adesione all'evento: Jensen&Skodvin, Knut Hjeltnes, Carl-Viggo Holmebakk , professionisti di età comprese tra i 40/50 anni, che operano sulle orme della figura del maestro e che si fanno interpreti del fascino di una scuola che il Fehn ha inconsapevolmente formato".

Cura e progetto d’allestimento della mostra:
Arch.tti Fabia Adelfio, Enrico Anello, Vincenzo Marchese
Coordinamento generale:
Settore mostre e viaggi di studio Ordine APPC di Palermo
Organizzazione della mostra:
Arch. Emanuele Nicosia e Arch. Antonino Polizzi
Info:
http://www.architettipalermo.it/index.php

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07 giu 2009

MANIFESTO DELLA CITTA’ DEL FUTURO : CULTURA , COMUNICAZIONE , COOPERAZIONE


Maurizio Carta , ordinario di urbanistica presso la facolta’ di Architettura di Palermo e il suo gruppo di lavoro , nel libro “Creative City”(ed.List-2007), attraverso uno studio di best practices di creativita’per il cambiamento della citta’ contemporanea attuate ad Amsterdam , Barcelona , Bilbao, Bordeaux , Genova , Hamburg , Lyon , Lisboa , Marseille , Newcastle , Palermo , Rotterdam e Valencia , propongono un modello per una nuova cultura urbana : la “CITTA’ CREATIVA”.
Nel 2007 , per la prima volta nella storia , piu’ della meta’ della popolazione mondiale vive nelle citta’, che per il XXI sec.saranno quindi le protagoniste dello sviluppo delle nazioni .
Megalopoli , metropoli , micropoli , piccole capitali , saranno in competizione attraverso la produzione e la valorizzazione della propria identita’ culturale sia essa consolidata sia essa in evoluzione . I fattori complessivi – afferma Carta- delle citta’ creative si possono riassumere in tre “C” : CULTURA ,COMUNICAZIONE , COOPERAZIONE .
Cultura intesa come identita’ culturale , la sua diversita’prodotta dalla storia .
Comunicazione intesa come capacita’ di informare e coinvolgere gli abitanti e i molteplici utilizzatori e con l’utilizzo delle nuove tecnologie ridurre i fattori di congestione e degrado. Cooperazione intesa come accettazione esplicita delle differenze , esaltate anzi come valori da connettere verso obiettivi e risultati comuni .Tutti e tre i fattori tesi verso una forte tensione progettuale .
Dunque un manifesto contro le megalopoli omologate , che vede protagonista di una visione alternativa i piccoli centri urbani , definiti “ piccole capitali creative” .
Le citta’ che investono in ricerca , innovazione , cultura e cretivita’sono quelle all’avanguardia in Europa , dove si vive meglio , dove la cultura , l’arte , l’architettura e l’urbanistica hanno un ruolo determinante .

04 giu 2009

SECONDA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELL’ARTE CONTEMPORANEA DI FAENZA : ON BIENNIALS


E’ stato un viaggio tra le biennali del mondo a cui hanno partecipato 126 grandi curatori e artisti internazionali insieme al pubblico che ha riempito gli oltre 50 appuntamenti in programma, superando così ampiamente i risultati della prima edizione che aveva visto oltre 10.000 presenze. Il festival dell’arte Contemporanea, di cui si è conclusa lo scorso aprile la seconda edizione, si è confermato come un appuntamento unico nel panorama internazionale, offrendo tre giornate in cui pensare (non ci sono spazi espositivi e mostre vere e proprie ) non solo l’arte, ma la nostra contemporaneità. Al festival si è raccontata un’arte che si confronta con un momento di ripensamento del mondo nella crisi internazionale e con un panorama globale che, come indicava il tema di questa edizione, è costellato di grandi appuntamenti espositivi. Questa edizione del festival è stata infatti dedicata a una riflessione su queste grandi mostre, anticipando i cambiamenti di quelle che verranno, partendo da Venezia, fino ad arrivare a Documenta, di cui si è parlato nell’ultimo incontro in programma con la direttrice della prossima edizione, Carolyn Christov Bakargiev, intervistata da Carlos Basualdo in un Teatro Masini gremito di pubblico. Rispettata quindi la promessa dello scorso anno di un’edizione ancora più internazionale, così come da una maggiore presenza degli artisti, protagonisti di conversazioni e degli incontri “dentro l’opera”.
Cresciuta, oltre alla partecipazione del pubblico, anche quella dei ragazzi che da tutta l’Italia e non solo, hanno contribuito all’evento come volontari: quest’anno erano oltre 250, che testimonia il protagonismo delle nuove generazioni e l’importanza di guardare al futuro della comunità. Infatti a Faenza amministratori e attori locali stanno costruendo il primo distretto culturale evoluto in Italia (http://www.motodidee.org/ ) , modello in cui la cultura assume il ruolo di protagonista nella definizione di nuovi percorsi di sviluppo locale. Grande soddisfazione anche da parte della direzione scientifica , coordinata da Pier Luigi Sacco, che ha salutato il pubblico con l’annuncio del tema della prossima edizione: Opere. È emerso un ragionamento complessivo sulle biennali che darà i suoi frutti sicuramente nelle mostre che verranno organizzate in futuro, i cui protagonisti erano a Faenza per questo grande appuntamento. Le biennali del futuro saranno sicuramente diverse dalle biennali precedenti e il festival è stato una opportunità per riuscire a capire che questo cambiamento è in corso. Il commento di Angela Vettese è che “Il festival ha dimostrato per la seconda edizione il desiderio di partecipazione di molte persone e soprattutto di giovani con operazioni collaterali e non preordinate, segno di un desiderio di riflessione, che rappresenta forse anche uno degli effetti positivi della crisi in atto. Il festival d’altronde è questo, non una mostra, ma riflessione, un luogo per pensare l’arte”.